Storia della Reflessologia

Agli inizi del 1900 negli Stati Uniti, grazie all’intuito del Dottor William Fitzgerald, precursore della moderna reflessologia, venne realizzata la prima mappa riguardante le zone riflesse.

Questa mappa, che suddivide l’uomo in dieci zone verticali, venne utilizzata da Fitzgerald e da i suoi allievi principalmente per reperire quei punti che potessero avere un forte effetto analgesico, con il quale si riusciva addirittura a sostituire l’effetto ottenuto con la cocaina, che in quel periodo veniva usata come anestetico per piccoli interventi.

In seguito un’altro medico, il Dottor E.F. Bowers, si unì al Dottor Fitzgerald per approfondire e divulgare la nuova scienza, che venne chiamata “Terapia zonale”.
Sempre negli USA una fisioterapista,
E.D. Ingham, elaborò più tardi, un metodo riflessologico più dettagliato.

Ed è a lei che fanno capo tutte le scuole dei paesi Europei dove, molto più che in Italia, la Reflessologia è ormai una pratica terapeutica largamente diffusa e utilizzata con successo da diversi anni.

Finalmente negli anni 80, dopo diversi decenni di approfondimenti, il maestro A.E. Baldassarre ha potuto dare una degna spinta in avanti a questa giovane scienza, rielaborando con maggior precisione le mappe dei punti riflessi.

Applicando i concetti della medicina tradizionale cinese, ha riportato i colori dei cinque movimenti sulle mappe e ha riflesso sui piedi anche i punti dei meridiani energetici usati in agopuntura, creando così il metodo Zú.

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La prima Mappa delle zone riflesse realizzata dal

Dottor William Fitzgerald

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